Vesuvio, lavaci con la tua bellezza

Da domenica non sarai ostaggio – almeno per un po’-, vittima di chi finge solo adesso di volerti bene e voltandosi dall’altra parte invoca la tua forza distruttiva.
Resiti amico mio il tempo è dalla nostra parte, il tempo di chi vive con la consapevolezza che tutto ciò che inizia poi, in qualche modo, inesorabilmente finisce.
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Lo spettacolo dell’anima

Probabilmente c’è bisogno di più anima, quella sana consapevolezza che nessuno è indispensabile ma che facciamo parte tutti di un unico grande spettacolo dove, come in ogni recita degna di nota, finanche le comparse vengono scelte con attenzione e l’attore protagonista sa che interpreterà il personaggio principale ma non quello più importante. Credendo di stabilire un rapporto empatico con lo spettatore, spesso quella naturale cura dei particolari cede il passo ad esilaranti individualismi. Schiamazzi, urla, strepiti e così accade che lo spettacolo acquisisce i tratti distintivi della farsa; le ultime file vengono prepotentemente abbandonate a se stesse fino ad essere spinte fuori dalla sala, lasciate annegare in un mare di speranza. Il mormorio cresce, aumenta l’intensità del battito di mani ma nel momento esatto in cui cala il sipario resta soltanto una sensazione di vuoto, abisso profondo. Ma un antico castello poggiato sul mare, i raggi del sole che si fanno strada tra un manto di nuvole, le barche ondeggianti lente verso l’orizzonte, ci indicano la maniera migliore per riaccendere le luci, riaprire il sipario e coralmente attendere l’applauso, tenendoci per mano, del pubblico sovrano.       

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“Anche la follia merita i suoi applausi”

Nel cuore del centro storico napoletano, tra le stanze della Basilica di Santa Maria Maggiore alla Pietrasanta, esiste un percorso buio che si insinua tra i cunicoli della mente, illuminato da supernove di talento. E’ il museo della follia, mostra curata da Vittorio Sgarbi. Il percorso si dipana attraverso un viaggio introspettivo, in cui il visitatore è costretto a fare i conti con le pieghe più nascoste della propria psiche, dove il buio la fa da padrone ma è la stessa oscurità che evidenzia la luce della propria anima. Continua a leggere ““Anche la follia merita i suoi applausi””

SEGUIRO’ I TUOI PASSI

Il gioco più antico del mondo, il primo passatempo che insegnano i genitori ai propri figli non appena iniziano a reggersi sulle proprie gambe. Tenersi per mano e girare in cerchio così da osservare la meraviglia del mondo ogni volta da una prospettiva diversa facendo molta attenzione, altrimenti tutti giù per terra. Il girotondo è un modo per tenersi stretti e sentirsi meno soli, il sistema per cadere e riuscire a rialzarsi. Perché nessun bambino da solo è riuscito mai a diventare grande. Continua a leggere “SEGUIRO’ I TUOI PASSI”

Oltre l’incontenibile velata bellezza

Il genio di Ozpetek mette in scena un racconto senza voce, tutto d’un fiato. Non servono tante parole per esprimere un punto di vista, una verità che ci renderà tutt’altro che liberi ma schiavi dei nostri fantasmi, delle eterne contraddizioni, delle paure che l’amore può portare via con sé. La passione che arde ed ardisce i protagonisti, Adriana (Giovanna Mezzogiorno) e Andrea (Alessandro Borghi) si immerge nell’animo umano fino a renderlo nudo dinanzi a se stesso. La ricerca della verità è il leitmotiv del lungometraggio, ogni qualvolta si è vicini al focus, si viene respinti  fino ad immaginare un percorso alternativo non certo privo di inganni.  Continua a leggere “Oltre l’incontenibile velata bellezza”

Il trapasso della città dell’accoglienza

Uno striscione apparso di fronte la questura di Napoli nell’ottobre del 2016 diede il benvenuto ai primi profughi giunti in città. Tragedia e morte, fame e disperazione, il dramma che non vede mai la fine.
Tendere la mano verso chi vive una condizione di difficoltà è la base del sentimento di humanitas, elemento costitutivo della rete sociale sulla quale dovrebbe fondarsi ogni comunità. Negli ultimi mesi, Napoli celebra questa rete rafforzandosi come società dell’accoglienza. Migliaia di migranti hanno trovato rifugio nella città di Parthenope e nel suo meraviglioso popolo che numeroso è accorso ad aiutare profughi provenienti, via mare, dall’altra parte del globo. Continua a leggere “Il trapasso della città dell’accoglienza”

Gennaro il pozzaro tra mito e realtà

Fino alla fine del 1800 il centro di Napoli veniva rifornito di acqua dolce tramite l’acquedotto della Bolla. L’acqua partiva dal monte Somma e raggiungeva il centro cittadino attraverso una serie di cunicoli di origine greco romana scavati nel tufo che confluivano in serbatoi posti sotto le abitazioni.
Gli edifici infatti venivano costruiti al di sopra di cave di tufo dalle quali si estraeva il materiale per la loro costruzione, cave che divenivano serbatoi d’acqua. Fondamentale importanza per il sistema idrico in vigore all’epoca veniva attribuita alla figura del pozzaro, libero professionista che si occupava della gestione delle cavità idriche, molto bravo nel destreggiarsi tra una cavità ed un’altra. Continua a leggere “Gennaro il pozzaro tra mito e realtà”