Il sacrificio di Siani che torna ogni volta

Il 23 settembre 1985 a Napoli ci fu un concerto di Vasco Rossi al quale avrebbe voluto partecipare Giancarlo Siani, suo grande fan. 

Giancarlo non riuscì mai ad andarci, quella stessa sera, venne assassinato dalla camorra per aver denunciato, tramite i suoi articoli, alcuni clan camorristici e il legame con pezzi delle istituzioni. Giancarlo aveva soli 26 anni quando fu trovato crivellato di colpi, nella sua Citroen mehari verde, sotto la sua abitazione nel quartiere Arenella. Adesso penseremo che a 26 anni si esce con la fidanzata, si lavora, si gioca a calcetto con gli amici. A 26 anni, invece, capita anche di morire per raccontare una verità che da troppo tempo ci tiene col cappio al collo. 
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Gigi e Paolo amici per la pelle

La notte di San Lorenzo, nota per le stelle cadenti, è la notte in cui si sollevano gli occhi al cielo aspettando di vedere una scia luminosa nel buio della volta celeste per esprimere un desiderio. Un vero e proprio rituale vuole persone recarsi nei luoghi con maggior visibilità per attendere l’evento.

La notte del 10 Agosto è anche la notte del ricordo di due stelle, Paolo Castaldi e Luigi Sequino, ammazzati per errore dalla camorra proprio la sera di San Lorenzo del 2000. La tragedia accadde nella III traversa San Donato, quartiere Pianura. I due amici erano fermi nella loro macchina, una lancia y10 nera, quando furono ricoperti da una pioggia di piombo che non gli lasciò alcuno scampo. In seguito fu scoperto che Gigi e Paolo, poco più che ventenni, furono scambiati per i guardaspalle del boss Rosario Marra, in guerra con i rivali del clan camorristico dei Marfella-Pesce.

Gli affari, il potere, i soldi svuotano la vita umana del suo valore originario facendo si che una persona si arroghi il diritto di decidere della vita di un altro essere umano, distruggendo così i sogni, i progetti e le speranze di chiunque intersechi il suo cammino.

Oggi la III traversa San Donato è denominata via Paolo Castaldi e Luigi Sequino mentre il quartiere Pianura dal 10 Agosto del 2000 ha nel suo firmamento due nuove stelle “clarite et pretiose et belle”,

Gigi e Paolo amici per la pelle,

vittime innocenti della camorra.

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Murales in via Montagna Spaccata

 

I prìncipi scugnizzi

C’era una volta un salumiere, anzi no, c’era una volta un parrucchiere. Tutto ebbe luogo alla Duchesca, o forse no, in largo Ecce Homo, nel cuore del centro storico di Napoli. Due storie, un unico filo conduttore, la ribellione verso un sistema criminale che copre con il lenzuolo bianco il talento dei giovani napoletani.
Un racconto strano questo, una novella in cui non si può scrivere di camorra perché si diventa tristi e disfattisti, ma nemmeno di ribellione perché ci si trasforma in convenzionali e populisti. Preso atto delle evidenti difficoltà per il numero risicato di argomenti a disposizione, non resta che ricominciare.  Continua a leggere “I prìncipi scugnizzi”

La strada verso casa

Si cresce, si cambia, il tempo passa ma non troppo in fretta. Ciò che è stato dovrebbe imporre riflessioni, azioni, cambiamenti, ma il passato resta mentre il futuro aspetta. Ci troviamo in piazza Medaglie d’Oro, al Vomero, per celebrare Silvia, madre dell’assessore Alessandra Clemente, perché vent’anni fa mentre percorreva la strada verso casa, a salita Arenella, si trovò nel mezzo di un raid camorristico, un proiettile le arrivò alla tempia, morì sul colpo sotto gli occhi del figlio Francesco e di Alessandra che affacciata alla finestra di casa fu spettatrice di quell’orrore. Continua a leggere “La strada verso casa”

Scampia: il quartiere ghetto un problema sociale

Nate nel quartiere di Scampia tra il 1962 e il 1975, ad opera dell’architetto Franz Di Salvo, le Vele facevano parte di un progetto di edilizia popolare con ampie zone verdi ed unità abitative che avrebbero dovuto favorire lo sviluppo delle periferie. Il progetto iniziale subì la prima trasformazione nel 1980, anno del terribile terremoto in Irpinia, che portò numerose famiglie rimaste senza una casa ad occupare più o meno abusivamente quelle nuove abitazioni. Inoltre, l’assenza totale dello stato, basti pensare che il primo commissariato di polizia si insediò nel 1987 quindici anni dopo la consegna dei primi alloggi, rese quei territori zone di droga e di spaccio, così Scampia venne trasformata dai clan camorristici in un grande market della droga. Continua a leggere “Scampia: il quartiere ghetto un problema sociale”