Buon Ferragosto

Ricordo, da bambino il giorno di Ferragosto, Napoli semideserta. Solo pochi restavano in città, ad esempio coloro i quali preferivano il mese di luglio o settembre, un po’ per risparmiare, un po’ per evitare l’eccessivo affollamento. Per i napoletani, la Calabria era la meta più  gettonata, subito dopo in classifica, il basso Lazio. Località che proponevano case vacanza in affitto per il mese intero a prezzi contenuti. Ricordo le famose partenze intelligenti, appuntamento al casello della tangenziale alle 2, con gli altri parenti, in piena notte, per evitare il traffico da bollino rosso, cosi descritto dal telegiornale.

E le auto? Colme di ogni utilità, compresi generi alimentari. Olio, sale, pasta, farina e l’immancabile caffè con annessa macchinetta rigorosamente moka. Il tutto, all’interno di scatoloni riposti dentro il bagagliaio. Sul tettuccio dell’auto, le enormi valigie, avvolte da forti cinghie, contenevano abbigliamento ed effetti personali. 

Si giungeva entusiasti ma stanchi, di primo mattino, nel luogo prescelto e mentre il capofamiglia si presentava al proprietario dell’abitazione, pagando il compenso stabilito, i figli scaricavano i bagagli. 

Le giornate al mare trascorrevano intense,  dalle 8 alle 20 rigorosamente in spiaggia, si rincasava solamente per il pranzo e per la pennichella pomeridiana. Gavettoni, sette si schiaccia e l’immancabile Vesuvio di sabbia erano gli sport preferiti, tutto testimoniato dalla macchinetta fotografica analogica che quando a settembre portavi a sviluppare il rullino, usciva sempre qualcuno senza testa o con gli occhi rossi.

Belle le case vacanza, non so per quale motivo, tutte situate in prossimità di un albero di fico e c’era sempre lo zio appassionato che ne raccoglieva i frutti denominati erroneamente fiche. Perché secondo l’immaginario collettivo il frutto del fico seguiva la stessa regola valida per il banano, il pero o il melo tutto al maschile mentre i frutti al femminile, invece in questo caso la fica è tutt’altra cosa sebbene si tratti sempre di natura. Tra le altre attività ricordo, la caccia alla zanzara ed il racconto serale di storie di spiriti e fantasmi, giusto per far impaurire i più piccoli della compagnia. 

Oggi, invece è tutto cambiato, a causa del covid molti sono rimasti in città ed i negozianti, per sopperire ai mancati incassi del periodo di lockdown, hanno deciso tenere aperti i propri esercizi commerciali anche l’intera giornata di Ferragosto. 

Da qualche anno sono mutate le vacanze, più brevi e rigorosamente in villaggi turistici o in alberghi tutto compreso. Vieni guidato dal primo all’ultimo minuto ma a causa dei telefonini resti in continuo contatto anche con il lavoro. La caccia alle zanzare è demandata alle zanzariere e la macedonia al buffet prende il posto della raccolta di fico dall’albero. Ormai non c’è bisogno di attendere settembre per guardare una foto e se dovesse venire male la rifai un attimo dopo. I racconti di paura sono stati sostituiti da YouTube e il cugino non viene più in vacanza con te perché gli spetta  una sola settimana di ferie e non coincide con la tua. Tutto è più breve, il week end, il long week end, una settimana al massimo, poi si deve correre a lavorare, a produrre, perché c’è il modello di iPhone nuovo da comprare quello che elimina gli occhi rossi e tutti pronti per i soliti mercatini di Natale durante i due giorni del ponte dell’immacolata, e poi di nuovo chissà, quella sola settimana ad agosto tra giochi aperitivo e balli di gruppo. 

Buon ferragosto a tutti.auto_carico_polizia vibo oggi_05205602

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