Lo spettacolo dell’anima

Probabilmente c’è bisogno di più anima, quella sana consapevolezza che nessuno è indispensabile ma che facciamo parte tutti di un unico grande spettacolo dove, come in ogni recita degna di nota, finanche le comparse vengono scelte con attenzione e l’attore protagonista sa che interpreterà il personaggio principale ma non quello più importante. Credendo di stabilire un rapporto empatico con lo spettatore, spesso quella naturale cura dei particolari cede il passo ad esilaranti individualismi. Schiamazzi, urla, strepiti e così accade che lo spettacolo acquisisce i tratti distintivi della farsa; le ultime file vengono prepotentemente abbandonate a se stesse fino ad essere spinte fuori dalla sala, lasciate annegare in un mare di speranza. Il mormorio cresce, aumenta l’intensità del battito di mani ma nel momento esatto in cui cala il sipario resta soltanto una sensazione di vuoto, abisso profondo. Ma un antico castello poggiato sul mare, i raggi del sole che si fanno strada tra un manto di nuvole, le barche ondeggianti lente verso l’orizzonte, ci indicano la maniera migliore per riaccendere le luci, riaprire il sipario e coralmente attendere l’applauso, tenendoci per mano, del pubblico sovrano.       

casteldellovo1

‘O fuoco nemico

Ciò a cui abbiamo assistito negli ultimi giorni è stato un passaggio frenetico di canadair intenti a spegnere i focolai appiccati sulle pendici del Vesuvio, trasformatisi in incendi distruttivi di flora e fauna. Il guardiano della città, il grande padre che racchiude in un abbraccio protettivo il popolo napoletano è stato barbaramente attaccato. Continua a leggere “‘O fuoco nemico”

A Bagnoli non si scherza con il fuoco

Ogni lavoratore che iniziava il proprio cammino professionale all’italsider di Bagnoli riceveva lo stesso ammonimento da parte del collega veterano: “non si scherza con il fuoco”. Il fuoco della cokeria, per circa novanta anni ha regnato sul quartiere flegreo, alimentando sogni e speranze di intere generazioni di napoletani che vedevano nel grande colosso del ferro l’unica via di fuga da un presente amaro e da un futuro incerto. Operai innamorati di Bagnoli perché come un piroscafo li aveva trasportati dalla Napoli del contrabbando e della lotta alla sopravvivenza, alla Napoli della solidarietà e della coscienza di classe. Era tangibile la soddisfazione di chi lavorava ad alte temperature, con indosso tute pregne di amianto, poiché la ricerca della legalità e l’etica del lavoro avevano sovvertito l’ordine naturale delle cose. Continua a leggere “A Bagnoli non si scherza con il fuoco”