Un gioco senza regole

Quando muore un ragazzo di 16 anni muore un pezzo di civiltà che alberga in ogni contesto cittadino. Una vicenda dai risvolti tragici ha nuovamente fatto venire alla luce gli enormi problemi culturali che risiedono nella nostra società. Un substrato culturale artefice della più diffusa illegalità; non bisogna necessariamente interpellare personaggi del calibro di Curzio Malaparte o Matilde Serao -testimoni di un tempo che in larga parte ritroviamo oggi- per comprendere che la città di Napoli si suddivide in rioni ghetto, nei quali spesse volte crescono virus e batteri, senza che nessuno si impegni ad estirparne le radici. Uno dei principali artefici della rinascita morale dell’Italia nel secondo dopoguerra, Piero Calamandrei, esortava a credere nell’impegno, perché “solo con la partecipazione collettiva e solidale alla vita politica un popolo può tornare padrone di se”, un assunto pregno di speranza, il pensiero di un uomo protagonista nella fase costituente, quando bisognava riemergere dalle ceneri del ventennio fascista. Per questo, etica e impegno, responsabilità e senso del dovere, devono necessariamente essere la semina per una società votata alla legalità. Una comunità, la cui norma principale deve esigere il rispetto del prossimo e dei luoghi pubblici, non la devastazione degli stessi. L’assenza di regole, di istruzione, di civiltà, favoriscono il proliferarsi dell’illegalità e i diffusi atti delinquenziali sono solo i rami e non le radici di un sistema più vasto. Sostituirsi ad un tribunale non serve, così come fa male leggere i titoli “Napoli violenta”; ciò che sicuramente può contribuire ad un riscatto sociale è capire perché il figlio di un magistrato nella maggior parte dei casi diventerà anch’egli magistrato, mentre il figlio di un rapinatore diventerà a sua volta un delinquente. Bisognerebbe interrogarsi, senza giudicare, sul perché un ragazzino anziché giocare debba rubare e un altro giovane per difendere la propria vita debba essere costretto a sparare. Si, perché trovarsi davanti ad un bivio e scegliere la propria vita a scapito di quella di un altro è il devastante risvolto di un gioco senza regole.

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