Il pacifista e la sirena

Quante volte, passeggiando per piazza Sannazzaro, ci siamo soffermati sulla Fontana della Sirena? L’opera, eretta dallo scultore Onofrio Buccini, è composta da un’ampia vasca ellittica nel cui centro si erge lo scoglio, sul quale poggiano quattro animali. Su questo gruppo sovrasta la Sirena Partenope dalla quale, secondo la leggenda, discenderebbe la città di Napoli. Nel luogo intestato al nobile poeta, non sono solo le origini della città a trovare testimonianza.
Avvicinandoci all’opera, adagiata sull’aiuola della fontana, notiamo una lapide sulla quale è incisa la seguente frase: <<A Claudio Miccoli, vittima a vent’anni dell’intolleranza e della violenza, per non dimenticare!>>. Continua a leggere “Il pacifista e la sirena”

Napoli Gomorra, Napoli velata, Napoli ribelle.

Sabato 13 maggio sono iniziate le riprese dell’ultimo film di Ferzan Ozpetek, Napoli velata. Il pluripremiato regista turco, naturalizzato italiano, noto al grande pubblico grazie ad opere cinematografiche del calibro di <<le fate ignorati>>, <<la finestra di fronte>>, <<saturno contro>>, ha deciso di ambientare nel capoluogo partenopeo la sua prossima rappresentazione. “Napoli mi abita dentro da sempre, soprattutto dopo la Traviata al San Carlo. Devo tornarci per restituirle quel pezzo di cuore che le ho rubato”. Queste le parole del regista dopo l’annuncio della scelta di Parthenope per il suo nuovo film. Continua a leggere “Napoli Gomorra, Napoli velata, Napoli ribelle.”

A Bagnoli non si scherza con il fuoco

Ogni lavoratore che iniziava il proprio cammino professionale all’italsider di Bagnoli riceveva lo stesso ammonimento da parte del collega veterano: “non si scherza con il fuoco”. Il fuoco della cokeria, per circa novanta anni ha regnato sul quartiere flegreo, alimentando sogni e speranze di intere generazioni di napoletani che vedevano nel grande colosso del ferro l’unica via di fuga da un presente amaro e da un futuro incerto. Operai innamorati di Bagnoli perché come un piroscafo li aveva trasportati dalla Napoli del contrabbando e della lotta alla sopravvivenza, alla Napoli della solidarietà e della coscienza di classe. Era tangibile la soddisfazione di chi lavorava ad alte temperature, con indosso tute pregne di amianto, poiché la ricerca della legalità e l’etica del lavoro avevano sovvertito l’ordine naturale delle cose. Continua a leggere “A Bagnoli non si scherza con il fuoco”