Nessuno si salva da solo, il metodo Patch al Santobono di Napoli

Indagini della magistratura stanno portando alla luce una triste verità per l’ospedale pediatrico napoletano. I giornali hanno battezzato “appaltopoli” e “parentopoli” le indagini che stanno pian piano dimostrando il potere che i clan camorristici hanno avuto nella scelta degli appalti, nelle assunzioni tramite agenzie interinali, sul nosocomio partenopeo. Le inchieste in atto hanno prodotto già le prime misure di custodia cautelare. Il giorno 24 aprile u.s. è spuntato un fiore nel deserto della corruzione dilagante. Il medico, attivista e scrittore Hunter Doherty “Patch” Adams, ideatore della clownterapia, ha fatto visita agli ammalati dell’ospedale pediatrico napoletano. Continua a leggere “Nessuno si salva da solo, il metodo Patch al Santobono di Napoli”

Difendi la città, la sindrome di Calimero

Istituito lo sportello comunale “Difendi la città”, mediante il quale qualsiasi cittadino potrà segnalare eventuali casi di diffamazione nei confronti della città di Napoli ed un pool di avvocati del comune stabilirà se le segnalazioni saranno meritevoli di approfondimento. Questo strumento relega la capitale dell’anima a mera località capoluogo del vittimismo. I luoghi comuni da sempre si sprecano, molti dei quali fastidiosi e offensivi; ma chi non ha un parente, un amico, un collega, residente fuori città che quando è venuto per la prima volta a Napoli non si sia ricreduto dagli stereotipi, innamorandosene perdutamente? Per non parlare di scrittori, artisti, poeti, registi che hanno fatto di partenope musa ispiratrice di grandi capolavori. Continua a leggere “Difendi la città, la sindrome di Calimero”

Scampia: il quartiere ghetto un problema sociale

Nate nel quartiere di Scampia tra il 1962 e il 1975, ad opera dell’architetto Franz Di Salvo, le Vele facevano parte di un progetto di edilizia popolare con ampie zone verdi ed unità abitative che avrebbero dovuto favorire lo sviluppo delle periferie. Il progetto iniziale subì la prima trasformazione nel 1980, anno del terribile terremoto in Irpinia, che portò numerose famiglie rimaste senza una casa ad occupare più o meno abusivamente quelle nuove abitazioni. Inoltre, l’assenza totale dello stato, basti pensare che il primo commissariato di polizia si insediò nel 1987 quindici anni dopo la consegna dei primi alloggi, rese quei territori zone di droga e di spaccio, così Scampia venne trasformata dai clan camorristici in un grande market della droga. Continua a leggere “Scampia: il quartiere ghetto un problema sociale”

Gennaro il pozzaro tra mito e realtà

Fino alla fine del 1800 il centro di Napoli veniva rifornito di acqua dolce tramite l’acquedotto della Bolla. L’acqua partiva dal monte Somma e raggiungeva il centro cittadino attraverso una serie di cunicoli di origine greco romana scavati nel tufo che confluivano in serbatoi posti sotto le abitazioni.
Gli edifici infatti venivano costruiti al di sopra di cave di tufo dalle quali si estraeva il materiale per la loro costruzione, cave che divenivano serbatoi d’acqua. Fondamentale importanza per il sistema idrico in vigore all’epoca veniva attribuita alla figura del pozzaro, libero professionista che si occupava della gestione delle cavità idriche, molto bravo nel destreggiarsi tra una cavità ed un’altra. Continua a leggere “Gennaro il pozzaro tra mito e realtà”

Inno alla vita nel ventre di Napoli

Le forze alleate durante il secondo conflitto mondiale non ebbero particolare pietà per il popolo napoletano. La storia dice infatti che Napoli fu la città italiana a subire il maggior numero di bombardamenti, riportando tra le 20000 e le 25000 vittime.
Le guerre distruggono, impoveriscono, straziano, ma non scalfiscono la dignità di un popolo che a qualsiasi ora del giorno, al grido di una sirena lasciava la quotidianità per fuggire da un incubo e trovare rifugio nei meandri del sottosuolo. Continua a leggere “Inno alla vita nel ventre di Napoli”

Sfregio al Monumento Armando Diaz

La memoria di una città passa anche per il suo patrimonio artistico. L’opera in onore al duca della vittoria, generale napoletano Armando Diaz, fu inaugurata il 24 maggio del 1936. Il monumento è costituito da una statua equestre in bronzo con un basamento in pietra. E’ riportato integralmente il testo del bollettino della vittoria.
Pochi giorni dopo i lavori di restauro, durati 180 giorni e costati 111.000 euro, il monumento succitato è stato sfregiato, come si evince dalla foto. Sovente, ci scandalizziamo alle accuse di amministratori del nord o ai cori da stadio di qualche ultras, ma quando si tratta di difendere i nostri luoghi fatichiamo non poco. Continua a leggere “Sfregio al Monumento Armando Diaz”